Il Blog è rinato con una nuova serie, in quanto il 10 agosto 2018, con n° giornaliero 2714 (11 anni circa di attività), esso è stato azzerato da una infame azione di hackeraggio
Recordatio Diario 43 - semestere horribilis, finis 1943
...... - È arrestato dai tedeschi il mio amico chiamato
il “Professore”. Qualcuno l’ha denunciato come ebreo. Ne siamo colpiti, io e
quanti gli eravamo vicini, ma non possiamo far nulla. Pur se non presagiamo
nulla di buono, ignoriamo l’esistenza dei campi sterminio, sappiamo soltanto di
quelli di lavoro (erano poi gli stessi, vedere: Io e il Professore).
- Mese
di Ottobre “nero” in ogni senso, fame, occupazione militare e i nuovi fascisti
che imperversano in azioni di rappresaglia e prepotenze. E’ nata la Repubblica Sociale.
Nel mio ufficio INA non abbiamo nulla da fare. Per occupare il tempo riordino
per l’ennesima volta armadi con vecchie pubblicazioni e opuscoli. Scrivo pure
qualcosa, come fanno un po’ tutti. L’Istituto infine, similmente ai ministeri e
grandi società, si trasferisce a Venezia come tutti, a Roma resteranno pochi anziani a presidio
della Sede. Per noi giovani che sarà lo ignoriamo.
- Al
termine di ottobre l’I.N.A. mi licenzia assieme a molti degli ultimi entrati,
forse tutti. E’ per me una tragedia, oltretutto in casa a portare i soldi resta
solo mio padre. Evidentemente lo spostamento della Società al nord e
l’armistizio hanno spinto la direzione a liberarsi di chi ancora in prova.
Quest’allontanamento colpisce il mio conscio e inconscio, può dirsi che mi
abbia pesato una vita. Mi chiedo ove possa aver mancato senza trovare risposta,
giacché il servizio è stato talmente breve che non ho avuto alcuna possibilità
di dimostrare cosa potessi fare e valere. So che altro ha generato la
fine del rapporto ma il magone resta.
- Mussolini ci invita e ordina a riprendere le
armi a fianco dei tedeschi. Nasce, sulle ceneri del Partito Nazionale Fascista,
il PFR, Partito Fascista Repubblicano. A Roma la federazione s’installa nel
Ministero delle Corporazioni in via Veneto, per ora trasferito anch’esso al nord Io non ho avuto varianti nel modo di pensare,
salvo le amarezze provate, così faccio uno sforzo e gli offro dieci lire, le
ultime rimastemi dopo l’uscita dall’INA, annoverandomi fra i primi aderenti al
PFR. Parteciperò pure a un corso di collaboratore per cosa non so.
- Il
fronte si è stabilizzato nella zona di Cassino ove si svolgono duri scontri.
Reparti germanici giungono di continuo. E’ chiamato alle armi il 1925, in seguito lo sarà
il 1926. Io, del 1927, dovrei restarne fuori ma si riaffaccia l’idea di un
volontariato, pur consapevole non ci sia possibilità di variare gli eventi. Sappiamo tutti che la guerra è persa. Il fine Novembre e Dicembre sono talmente freddi
che, secondo gli anziani, non era così da decine d’anni. La fame aumenta poiché
Roma è sottoposta a un rigido blocco aereo che impedisce l’afflusso di un
minimo d’alimenti. Nella rete periferica si levano colonne di fumo, ben
visibili dalla città, dalle carcasse dei veicoli colpiti dai caccia USA.
- Coloro che hanno camion, ditte o privati,
corrono a offrirli in gestione al Vaticano o alla Croce Rossa,
contrassegnandoli coi loro simboli, onde utilizzarli per le necessità di Roma e
sperando di salvarli dalla requisizione dei tedeschi o dagli attacchi dei
caccia alleati. Corrono voci di eccidi di nostri soldati nelle
isole greche a seguito di scontri in loco. Sembra che molte tradotte di soldati
sbandati siano dirette in Germania. Dovrebbe anche nascere un esercito
repubblicano. Al raduno che in proposito il Generale Rodolfo Graziani tiene al
teatro Adriano in Roma sono presente anch’io.
- Natale triste e chiese piene. Si prega per la
salvezza di Roma mentre, poco fa’, si pregava per la vittoria. Mi chiedo come
faccia Iddio a soddisfare le richieste di protezione che gli pervengono da
tutti, amici o nemici. Abbiamo quasi niente per la cena e il pranzo natalizi. La mia sfiducia sulla situazione si accentua
sempre più (non voglio ammetterlo, ma in me qualcosa dice che la guerra non
solo è persa, ciò è scontato, ma la Repubblica e il Duce avranno vita difficile e
breve, eppure fingo di ignorare queste chiare evidenze).
- Un
amico sacerdote, missionario, più concreto dei soliti parrocchiali, quasi mi
convince ad abbandonare il tutto e impegnarmi nelle lontane terre africane,
asiatiche, sudamericane, in un cristianesimo concreto, di frontiera, socialista
alla cristiana primitiva, ben diverso dal credo romano e dal socialismo del
poi. Non so quanto ne sia convinto, comunque entro in contatto con l’Istituto
Missionario di Monza, incontrando però la resistenza inaspettata di mia madre
(spinta dal desiderio di non vedere andarsene un altro figlio). Accantono
l’idea sia per la vocazione del tutto assente, sia per il sospetto voglia
sottrarmi alle dure realtà che ci attendono e presto verranno.
Finisce qui l’excursus degli eventi dal
luglio al dicembre 1943 che più mi hanno colpito; si tratta di quelli che ho
vissuto con più partecipazione. Sfido a trovarne di altrettanto tragici. Per me, oltre ad avere perso
un anno di scuola, che comunque recupererò (non so nemmeno se esse siano in
funzione, tutte o in parte), devo costatare di essere divenuto brutalmente un
adulto - non adulto, di quelli che si definiscono “né carne - né
pesce”, senza una vera maturazione. La giovinezza dei quattordici – sedici anni
se l’è presa la guerra e non ho avuto tempo e modo di conoscerla. Dico ciò
senza pietismi ma il problema è che, malgrado sia cresciuto d’anni e altezza,
non ho per nulla raggiunto una sufficiente maturità, come dovrebbe
Probabiliter
Certezze e dubbi, Il Capo ci lascia
Avevamo si vari Superiori ma il “Capo” operativo era uno e
basta e sopra lui c’era Sua Eccellenza, direttamente o indirettamente. Il Capo
non era stato un personaggio nel campo militare, ma molto di più in quello che
chiamerei dirigenza occulta, di rapporti fra istituzioni pubbliche, private,
vaticane, estere, di mente dispositiva e organizzatrice. Figurava di rado nelle cronache, nei filmati o altri media
di comunicazione. Puntava ad un limitato anonimato con i terzi e riservatezza
con noi, ma ben sapevamo dei suoi interventi che, quando qualcosa bolliva in
pentola, era certo ci fosse anche il suo zampino. Non discutevamo i suoi ordini, erano giusti, necessari,
esprimevano il desiderata di livelli ancora più elevati. Ci trattava come una
famiglia all’antica, tale il padre che poteva essere non compreso, ma le cui
disposizioni si osservavano, si seguivano. Lo stimavamo, gli portavamo lo
stesso sentimento affettuoso che aveva per noi. Ci impegnammo per lui in
interventi umanitari, non umanitari, routinali, speciali. Venimmo gratificati
per lo più moralmente, pur se il suo ombrello ci coprì spesso dalle immancabili
tempeste della vita. Al pari di noi egli considerava il Duce sempre vivo, come
fosse lui a dirgli cosa fare. Tutto però ha un termine e, per dettagli che ometto,
s’approssima il momento finale.
..“Franci, il Capo sta morendo, non supererà la settimana,
ha cercato pure te torna a trovarlo”....“Francesco, prendo un paio di giorni e vado a Milano,
parto stanotte”…. Il primo mattino sono a Milano. Mi sistemo e mi avvio alla
clinica.
…“Non può entrare se non è un familiare, il paziente
l’hanno portato in rianimazione, se vuol sapere qualcosa passi il pomeriggio”…
Non ce n’è bisogno, vedo uscire il figlio, discreto attore cinematografico che
poi non avrà successo. Lo abbraccio, mi
dice: ….“non dovrebbe restare molto in intensiva, hanno detto che lo
riporteranno in camera, vediamoci domani per vedere come va’. Al momento c’è
mia madre, siamo rassegnati…. Il mattino di nuovo in clinica. Il “Capo” l’avevano riportato da poco e giaceva supino nel
letto in sonno profondo, forse procurato. Qualche parola sommessa con la
moglie, il figlio, lunghi silenzi, gli prendo la mano, gli sono vicino, viene
qualche altro con discrezione, c’è penombra, poi i medici ci fanno uscire. Dico che tornerò più tardi e mi allontano per vedere una
persona. Torno e il “Capo”, debolissimo, ora è sveglio e mi
riconosce: ….“ anche tu Franci, grazie il mio tenente! vedi come sono ridotto!
Me ne vado, ma vedrai che mi verrà a prendere “Lui”, ci ho fatto un patto sai e
sono sicuro lo manterrà…. (questo patto lo copierò io sic et simpliciter)… non dirmi di sperare io mi rimetta, se è finita è finita,
poi cosa credi? una volta finisce per tutti. Guarda che sono tranquillo,
incontrerò tanti di voi giovani che mi hanno preceduto non su un letto e con
cure come ho io” …“senti Franci, ho alcune cose che non ho potuto dire a
Francesco l’altro giorno, sono sistemazioni su alcune situazioni. Come va’ la
tua memoria? non voglio vedano scrivere” …“Comandante si fidi, dica ciò che
desidera e ripeterò ciò che dirà”…. …“allora avvicinati, parlerò più basso del filo di voce
rimasto…”… … “bene, ho compreso, sia sicuro che provvederò come ha
chiesto”.. … “a proposito Franci, grazie di essere venuti ieri
pomeriggio, non pensare non ci fossi, ma io ero lassù, sul soffitto (mi indicò
con il dito) e ho visto tutti voi di sotto, tu che mi tenevi la mano (esatto),
mio figlio che faceva su e giù in fondo al letto (esatto), qualche lacrima di
mia moglie (esatto), gli altri venuti (li elencò), poi Clemente che non sta
nemmeno bene, non doveva muoversi, e i dottori che vi hanno fatti uscire, meno
mia moglie nell’angolo, come ringraziarvi per le gentilezze che state facendo?”….“come?
lei da sopra vedeva e percepiva tutto?”…. …“certo, vi ho sentiti, seguiti (e, più o meno, ripeté
tutto)”…“Comandante, oltre il dovere è anche l’affetto che ci ha portati a Lei,
sia forte come sempre”… Morì la sera, prolungai il permesso. Andai a trovarlo
in un angusto corridoio semibuio in cui si aprivano alcune celle mortuarie.
Quel momento ero solo. Stentai a riconoscerlo fra i tre corpi presenti, i
lineamenti si erano tirati, la barba rasata un po’ ricomparsa, sembrava un
altro. Partii e una cosa però non gli avevo detto, che Clemente
non c’era più, se n’era “andato” da poco e, dato il suo stato, avevamo ritenuto
non dirglielo. Non tentennate il capo al sentire che dal soffitto vide tutto,
assicuro che è esattamente quello che disse e con questo fenomeno degli ultimi
momenti chiamato OBE “Out of Body Experiences” mi ci sono trovato almeno
un’altra volta con una persona di famiglia. Poi ci fu Clemente … un problema
ulteriore per lui e per noi”.
Consideratio - migranti
Il mondo si è rimesso in moto. Il fiume di migranti sud-americani in marcia verso gli USA sanno che Trump li accoglierà con 5000 soldati, ha accennato pure 15000, con ordine di sparare se ... attaccati. Attaccati da chi? da disperati e affamati? Certo che volerà qualche sasso o similarità, e allora mitraglia sugli umani? Si è dimenticato Trump che l'America era dei cosiddetti indiani e gli estranei, in tempi affatto remoti, furono proprio loro che li sterminarono senza pietà? L'altra notizia TV di oggi è che fra il 1894 - 1912, non considerando periodi anteriori e successivi in cui il fenomeno fu meno eclastante, ben ventotto milioni di italiani sono emigrati verso gli Stati americani, USA, Brasile, Argentina in primis, con residuali anche nei paesi europei. Considerando la prolificità di alllora c'è che gli italiani o oriundi tali, alla fin fine superino la striminita popolazione odierna, composta in larga misura da pensionati, invalidi, vecchi. E noi eccoci a dubitare su ua possibile integrazione con altre genti, siano bianche, scure, gialle.
-------------------------------------------------------
5 comments:
Ciao Francesco, Maristella, Ariel e tutti, scusate la mia assenza di ieri, ma è stata una giornata un po' complessa. Ho letto però l'ironico e rutilante proclama della società di Hacker che si è affacciata porgendo il suo biglietto da visita. La domanda che mi viene spontanea riguarda il perché non si facciano i casi loro e strombazzino la loro onnipotenza informatica con un tono da presa per i fondelli. Forse se avessero qualche ettaro di terra da dissodare con l'aratro avrebbero meno tempo a disposizione per occuparsi della vita degli altri. Molto commovente, Francesco, il remind sul trapasso del tuo Capo - il momento più misterioso della nostra esistenza -, soprattutto nel punto in cui egli dice di andare a raggiungere tanti giovani che non hanno avuto la fortuna di morire in un letto e circondati dai propri cari: da parte mia, ogni giorno, a loro va un pensiero doloroso e reverente...
Buongiorno Roberto. Già, la fine è sempre improvvisa, dietro l'angolo, e noi consideravmo il nostro capo diretto comeun essere senza età, eterno. Il momento giunse però anche per lui e oggi riposa in un cimiterino toscano ove, pur disagevole, ha avuto più volte la visita dei suoi non più ragazzi. Io lo consideravo un padre sempre presente, positivo, giusto, amico. La sua segretsaria mi disse che aveva firmato un atto interno alla nostra organizzazione per la concessione delle tre stelle, poi un'incursione della polizia che si portò via tutto e oggi giacerà in qualche faldone dimenticato da tutti. Fece il possibile e l'impossibile per i suoi ragazzi nel dopoguerra e mi indirizzò a un importante logopedista suo amiuco quando per un incidente di cordicella stetti più mesi semimuto. Sul lavoro penso di aver fatto tutto da me (forse) pur noon escludendo affatto un suo appoggio indiretto in una fase ove il proprfietario dell'azienda era un Conte moschettiere del Duce. Fu per me sempre persona importante, amica, paterna, formativa e come non l'ho dimenticato sino a oggi così sarà per il futuro che mi resta. Ciao
Ron & Mary, per la Società di hacker ritengo siano gli stessi che mi hanno danneggiato. Ma avete letto bene l'elenco di ciò che possano combinare? pazzesco e delinquenziale. ciao
Buongiorno Francesco. Roberto. Ariel e tutti.
La scritta degli hacker è sparita presumo tu abbia risolto.
Quando leggo certi episodi di vita extracorporea come hai descritto nella quasi morte del tuo amico e comandante non posso non riflettere. Non credo in un'aldila' ma molti dubbi me li pongo. Buona giornata a tutti.
Maristella buon pomeriggio. Vedi, circa gli hacker, sempre esistiti in forma più o meno plurima e organizzata, prendo atto siano una calamità mediatica nell'eterno gioco Bene - male della vita (ho scomodato Mani col suo Dio del bene e Dio del male). Ciò che mi preoccupa è l'occulto mandante di una loro azione pur sempre infame, e il mandante c'è perché questi signori non si muovono senza un adeguato tornaconto. Circa il mio Capo che se ne va ho presentato una cronaca scarna ma veritiera di un evento che mi coinvolse. Circa i tuoi dubbi fai bene a averli e non cessare mai di farlo. Essi sono il migliore alimento per le menti aperte di coloro con un minimo di vera intelligenza. Brava! Ciao
Post a Comment